Il Regolamento d'Istituto

   REGOLAMENTO INTERNO
(art. 21 dello statuto dell’Istituzione-17 aprile 2008)

 

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FINALITÀ

CAPO 1: ORGANIZZAZIONE

CAPO 2: FUNZIONAMENTO DIDATTICO

CAPO 3: FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANISMI ATTIVATI DALL’ISTITUZIONE

CAPO 4: RAPPORTI SCUOLA-FAMIGLIA

CAPO 5: NORME TRANSITORIE E FINALI

 


FINALITÀ
La convivenza scolastica si realizza, nel rispetto della Costituzione e delle Leggi, attraverso l’osservanza di regole democraticamente definite ed accettate. Chi esplica la propria attività professionale all’interno dell’Istituzione Scolastica e chi collabora da esterno deve essere consapevole che, osservando questo regolamento, contribuisce concretamente alla formazione degli alunni ed alla conservazione del prestigio e del buon nome della Scuola. Per quanto riguarda l’assunzione esplicita di responsabilità da parte di tutti gli attori del processo educativo si fa riferimento al Patto educativo di corresponsabilità.


CAPO 1: ORGANIZZAZIONE


Art.1 Iscrizioni


Possono essere accolte domande d'iscrizione compatibilmente con il limite massimo dei posti disponibili nelle classi istituite e con la disponibilità delle strutture ricettive dell’Istituto (aule, laboratori, palestre, ecc.).

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Art.2 Orari dell’attività scolastica, pause e interscuola

1. Orario dell’attività scolastica
L’orario delle lezioni deve essere ispirato a criteri educativo-didattici ed alle esigenze degli alunni. La responsabilità dell’orario è del Dirigente Scolastico che può avvalersi nella stesura dello stesso della collaborazione dei docenti. Nella predisposizione degli orari si terrà conto dei criteri stabiliti in sede di contrattazione d’Istituto. La tabella orario delle lezioni è approvata ogni inizio d’anno dal Dirigente scolastico. La distribuzione delle ore di lezione nell’arco della giornata e della settimana, nonché i rientri pomeridiani ed eventuali variazioni rispetto al calendario provinciale sono deliberati dal Consiglio dell’Istituzione.


2. Pause
Sia nella Scuola Primaria che nella Secondaria di Primo Grado, la pausa si svolge preferibilmente all’esterno dell’edificio scolastico; in caso di maltempo si effettua all’interno. Nella Scuola Primaria la pausa dura venti minuti al termine della terza ora di lezione. Nella Scuola Secondaria di Primo Grado la pausa dura quindici minuti al termine della terza ora di lezione. Durante la pausa gli alunni saranno accompagnati nel piazzale dai loro insegnanti, che provvederanno a garantire la sorveglianza secondo quanto stabilito dall’articolo 4 del presente Regolamento.

3. Interscuola
Nei giorni dei rientri pomeridiani gli alunni ammessi al servizio mensa sono accompagnati e sorvegliati da docenti appositamente incaricati ad inizio d’anno, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

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Art.3 Entrata e uscita degli studenti, assenze, giustificazioni e permessi

1. Entrata
Gli alunni sia al mattino che al pomeriggio devono trovarsi all’ingresso dell’edificio scolastico cinque minuti prima del suono del campanello ed entreranno ordinatamente nelle rispettive classi.

2. Ritardi
Gli alunni con ritardo saranno comunque ammessi in classe. Per ritardi superiori a dieci minuti gli alunni dovranno essere accompagnati da un genitore o da un loro delegato o essere in possesso della giustificazione scritta del genitore. Gli alunni non accompagnati o privi di giustificazione verranno comunque ammessi alle
lezioni, ma dovranno presentare la giustificazione del genitore entro il giorno successivo. In caso di ritardi abituali si chiederà motivazione scritta ai genitori. Il genitore deve inoltre presentare comunicazione scritta al Dirigente Scolastico, qualora l’alunno si presenti in ritardo per causa perdurante e motivata. Il ritardo degli alunni è annotato dal docente della prima ora sul registro di classe.

3. Uscite
L’uscita avviene sotto la vigilanza del personale docente titolare dell’ultima ora di lezione che accompagna gli alunni fino alle porte d’ingresso della scuola. In caso di uscita anticipata degli alunni, la richiesta va inoltrata per iscritto da un genitore tramite libretto ed autorizzata dal Dirigente scolastico o dal docente titolare dell’ora di lezione in corso, che ne annoterà l’uscita sul registro di classe. In nessun caso gli alunni possono allontanarsi dall’edificio scolastico se non accompagnati da un genitore (o da un suo delegato). In caso di uscita anticipata per improvvisa necessità, l’autorizzazione è concessa dal Dirigente scolastico o dal docente titolare dell’ora di lezione in corso, che ne annoterà l’uscita sul registro di classe.


4 . Assenze degli alunni
Ogni assenza degli alunni deve essere giustificata per iscritto da un genitore e presentata al docente della prima ora di lezione, che l’annota sul registro di classe. I docenti sono tenuti a segnalare al Dirigente scolastico eventuali irregolarità nelle giustificazioni presentate per la firma e situazioni di frequenza irregolare.

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Art.4 Sorveglianza degli alunni


1. Sorveglianze e piani di plesso
Tutti gli insegnanti in servizio sono tenuti alla sorveglianza e al rispetto delle indicazioni previste dal piano di plesso concordato a inizio anno ed autorizzato dal Dirigente scolastico.

2. Trasporti e sorveglianza
Il servizio di trasporto degli alunni è gestito direttamente dal Servizio Trasporti della Provincia Autonoma di Trento. Ogni anno, prima dell’inizio dell’attività scolastica, il Dirigente concorda, per quanto possibile, con le ditte autotrasportatrici e i competenti organi amministrativi gli orari di partenza e d’arrivo per le singole località, nonché i punti di carico e scarico nelle adiacenze dell’edificio scolastico. L’autotrasportatore che gestisce il servizio ha il compito, durante il tragitto, di controllare gli alunni trasportati, prevenendo gli atteggiamenti potenzialmente pericolosi. Spetta ai genitori la responsabilità della sorveglianza degli alunni al momento della partenza e dell’arrivo nelle varie località per le quali è organizzato il servizio. Gli alunni trasportati sono assistiti nel periodo che intercorre tra l’arrivo dei mezzi e l’inizio delle lezioni, e fra il termine delle stesse e la partenza del bus, da docenti dell’Istituto o da personale ausiliario incaricato. All’inizio delle lezioni, non appena scesi dall’autobus, gli alunni trasportati vengono accompagnati all’interno dell’edificio da personale appositamente incaricato; lo stesso accompagnamento ai mezzi di trasporto avviene al termine delle attività didattiche.

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Art.5 Rilevazione di situazioni di rischio e infortuni


1. Segnalazioni
Tutto il personale in servizio, e specificatamente quello appositamente incaricato dal datore di lavoro, è tenuto a comunicare tempestivamente in merito ad eventuali situazioni di rischio per l'incolumità degli alunni, sia riferite ai locali scolastici sia alle pertinenze della scuola e ad approntare le misure di prevenzione più adeguate. Tali osservazioni sono trasferite dal Dirigente Scolastico all'Ente proprietario della struttura per gli interventi giudicati necessari. Inoltre è fatto obbligo l’osservanza delle disposizioni di servizio secondo quanto previsto dal d.l. 626/94, affisse all’albo della sicurezza.

2. Interventi
In caso d'infortunio o di malore, l’Insegnante in servizio nella classe è tenuto ad attivarsi a prestare assistenza ed eventualmente ad avvisare la famiglia, in conformità con quanto previsto dal Piano di Primo Soccorso. In presenza di traumi o incidenti gravi è necessario avvertire tempestivamente un addetto al servizio di primo soccorso, ed, eventualmente, l’emergenza sanitaria, la famiglia, e l’ufficio di segreteria. Lo stesso docente provvede, se sussistono le condizioni, alla stesura su apposito modulo, della denuncia da inoltrare all’assicurazione.

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Art.6 Materiale pubblicitario


1. Richiesta di autorizzazione
Nella scuola non si può distribuire materiale pubblicitario o informativo da parte di associazioni culturali, sportive e religiose, se non attraverso previa autorizzazione del Dirigente scolastico. La distribuzione agli alunni avverrà con modalità che non comportino interferenze durante l’attività didattica.

2. Materiale di interesse pedagogico
E' distribuito senza esame preventivo solamente il materiale di interesse pedagogico e didattico proveniente dal Dipartimento Istruzione, dall'IPRASE, dal Comune di appartenenza, dal Comprensorio C1, dall'Azienda Provinciale Socio Sanitaria, dalla Provincia Autonoma di Trento o da enti ed associazioni da questi patrocinati.

3. Affissione di manifesti e locandine
All'interno della scuola è riservato un apposito spazio per l'affissione di manifesti e locandine inerenti ad iniziative potenzialmente interessanti per alunni, insegnanti e genitori. La valutazione per la concessione di affiggere questo materiale è rimessa al dirigente scolastico.

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Art.7 Accesso ad esterni


L’accesso agli edifici scolastici da parte di esterni è ammesso solo per le esigenze direttamente o indirettamente legate all’attività didattica: servizi di segreteria, udienze, consegna di materiali ecc. In tutti i casi i collaboratori scolastici provvederanno ad accogliere la persona esterna. Durante l’attività didattica non è ammesso l’accesso alle classi da parte di esterni. Nel caso in cui venga richiesta, durante l’attività didattica, la presenza di esterni, in qualità di esperti, per interventi
di arricchimento dell’offerta scolastica, dovrà essere rilasciata apposita autorizzazione scritta.

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Art. 8 Condizioni ambientali della scuola


1. Qualità e sicurezza
La scuola fa proprio il principio secondo cui le condizioni ambientali in cui essa opera sono un fattore influente sugli esiti educativi. Pertanto tutto il personale si impegna a garantire adeguate condizioni d’igiene, accoglienza e sicurezza dei locali e dei servizi.

2. Sicurezza e prevenzione
La scuola si impegna a sensibilizzare le Istituzioni interessate al fine di garantire agli alunni e a tutto il personale la sicurezza interna ed esterna, nell’ambito delle pertinenze scolastiche. Sulla base delle indicazioni provenienti da esperti allo scopo individuati, la scuola costruisce una mappa dei fattori di rischio per quanto attiene alle attività che in essa sono svolte e per ognuno di essi il dirigente scolastico fornisce disposizioni specifiche mediante ordini di servizio.

3. Piano di evacuazione dell'edificio
La scuola si impegna ad inserire nella programmazione ordinaria di inizio anno le attività didattiche finalizzate ad incrementare la sicurezza negli ambienti della scuola, da svolgersi anche con la collaborazione dei vigili del fuoco e relative sia ad esercitazioni pratiche, per casi di emergenza, sia all'approfondimento teorico dei fattori di rischio per gli alunni.

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Art. 9 Riscaldamento degli edifici


In caso di mancato o difettoso funzionamento dell'impianto di riscaldamento, l'organo competente ad emanare un eventuale provvedimento di chiusura della scuola è il Sindaco, mentre al dirigente scolastico compete l'assunzione di provvedimenti d'emergenza e di quelli richiesti per garantire la sicurezza della scuola. Se la temperatura delle aule è inferiore a 18°C, i collaboratori avvisano il Comune ed il dirigente scolastico. Gli insegnanti adottano iniziative per rendere sopportabile il disagio, ad esempio radunando gli alunni nel locale più caldo o in altro edificio pubblico agibile o modificando la programmazione delle attività scolastiche. Se, entro il termine delle lezioni, il riscaldamento non entra in funzione ed in mancanza di assicurazioni che all'indomani sarà garantita la normale erogazione del calore, l’Istituto invia un avviso scritto alle famiglie tramite gli alunni. Analoga procedura va adottata per altre situazioni d'emergenza.

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Art. 10 Disponibilità degli edifici e delle strutture scolastiche


Attività para-scolastiche, culturali, ricreative
La scuola è aperta a promuovere ed accogliere attività para-scolastiche, culturali, ricreative, quali elementi integrativi della crescita culturale e civile delle sue componenti. L’edificio scolastico può essere messo a disposizione, fuori dall’orario delle lezioni, per attività culturali, sociali e sportive con priorità per le iniziative rivolte ad alunni della fascia dell'obbligo scolastico. Le modalità di concessione delle strutture scolastiche a esterni sono definite in apposite convenzioni, in conformità con quanto previsto dall’art. 108, della legge provinciale 5, 2006.

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Art.11 Conservazione documenti scolastici e riservatezza dei dati


1. Riservatezza
La compilazione di documenti e atti amministrativi, a qualunque titolo previsti, nonché il trattamento dei dati personali e sensibili in essi presenti, deve avvenire nel rispetto dei principi contenuti nel codice della privacy (D.M. 196/2003) e delle disposizioni contenute nelle apposite lettere di incarico al personale docente e non docente.

2. Conservazione
Il docente è responsabile della conservazione del suo registro personale. A tale scopo, la scuola mette a disposizione di ogni docente un armadietto con chiusura a chiave. Nei singoli plessi vanno individuate le modalità di custodia e di messa in sicurezza dei registri di classe al termine delle attività didattiche, dei verbali dei consigli di classe nonché di ogni documentazione contenente dati personali o sensibili. Le schede di valutazione devono essere conservate in appositi armadi presso gli uffici di segreteria.

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Art.12 Modalità di pubblicazione degli atti


Le delibere del collegio docenti e del consiglio dell’Istituzione sono pubblicate all’albo dell’istituto e nel relativo sito web.

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CAPO 2: FUNZIONAMENTO DIDATTICO

Art.13 Compiti e responsabilità dei docenti


1. Principi deontologici
Il docente conforma la propria azione educativa ai seguenti principi deontologici:

a) Pur condividendo con tutto il personale operante nell’Istituto la responsabilità del buon andamento della vita scolastica, il docente ha la responsabilità primaria nell’utilizzo integrale e funzionale del tempo scolastico nelle proprie ore di lezione;

b) il docente contribuisce al buon funzionamento dell’Istituto e opera in coerenza con le finalità del progetto d’istituto e nel rispetto dei regolamenti adottati;

c) pur nel rispetto dello stile personale e della libertà di insegnamento, il docente coopera alla costituzione di un’effettiva equipe pedagogica che sviluppi un’interazione educativa coerente e coesa;

d) il docente tratta con riservatezza e rispetto le informazioni riguardanti alunni, genitori, colleghi e personale della scuola;

e) il docente si impegna a favorire la trasparenza delle scelte educative e la comunicazione fra i vari protagonisti a qualsiasi titolo coinvolti (alunni, genitori, colleghi ecc.), stimolando un clima sereno e collaborativo;

f) il comportamento dell’insegnante deve costituire un modello per gli alunni. Pertanto si caratterizzerà per la correttezza non solo sostanziale ma anche formale, per la sobrietà e la moderazione nei toni e nel linguaggio;

g) il docente si impegna a conoscere e a rispettare il vigente contratto per la categoria.

2. Prima ora
Il docente della prima ora segnerà sul registro di classe gli alunni assenti e controllerà eventuali giustificazioni. Sul registro di classe verranno segnalati i ritardi non dovuti a cause di forza maggiore.

3. Abbandono della classe
L’insegnante non deve abbandonare la classe durante lo svolgimento delle lezioni. Il docente che, per giustificati motivi, dovesse lasciare la scolaresca, ricorrerà ad un collega eventualmente libero o al personale ausiliario, affidando loro gli alunni per il tempo strettamente necessario.

4. Termine delle lezioni
Al termine delle lezioni il docente accerta che i locali utilizzati vengano lasciati in ordine e i materiali siano riposti negli appositi spazi.

5. Spostamenti
Per gli spostamenti all’interno dell’istituto e verso l’uscita, il docente accompagna sempre la classe in gruppo ordinato.

6. Piani di evacuazione
Il docente deve prendere visione dei piani di evacuazione dei locali della scuola e deve sensibilizzare gli al unni sulle tematiche della sicurezza.

7. Uso delle attrezzature didattiche
Le attrezzature didattiche, compresi i sussidi audiovisivi e informatici, sono a disposizione di tutti gli insegnanti che ne facciano richiesta, previo accordo con gli incaricati dei laboratori e nel rispetto dei singoli regolamenti (art. 17.3 del presente regolamento). Ogni insegnante è responsabile degli strumenti utilizzati e deve restituirli dopo l’uso, segnalando eventuali mal funzionamenti al responsabile.

8. Firma per presa visione
Ogni docente apporrà la propria firma per presa visione di circolari e avvisi. In ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all’albo della scuola o inseriti nell’apposito registro si intendono regolarmente notificati.

9. Uso dei cellulari
I docenti non possono utilizzare i telefoni cellulari durante l’orario di lavoro né possono utilizzare i telefoni della scuola per motivi personali, salvo per gravi urgenze.

10. Ricorso al dirigente
Il ricorso al dirigente o ai suoi collaboratori per problemi di ordine disciplinare va contenuto e preferibilmente concordato, così da renderlo efficace senza creare negli alunni l’idea di impotenza educativa del docente stesso. Le note disciplinari sul registro di classe devono essere mirate, non genericamente assegnate alla classe.

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Art.14 Competenze e funzioni dei coordinatori dei consigli di classe (art. 11 dello statuto)

1. Competenze del coordinatore
Il coordinatore del consiglio di classe, nel rispetto della libertà di insegnamento dei singoli docenti, promuove un’azione didattica dell’equipe educativa coerente con le finalità del Progetto d’Istituto. A tal fine, è il punto di raccordo organizzativo con la dirigenza dell’Istituto e i colleghi, che verranno informati nei rispettivi consigli di classe e nei coordinamenti di plesso.

2. Funzioni
Il coordinatore esplica la sua funzione nei seguenti ambiti:
A. Consigli di classe (CC):

  • propone l'ordine del giorno per la singola classe o, in accordo con i coordinatori interessati, i CC per classi parallele/verticali;
  • presiede il CC (in assenza del dirigente scolastico);
  • prepara i documenti necessari per il regolare e tempestivo svolgimento degli scrutini e dell’esame conclusivo del primo ciclo;
  • stende i verbali del CC annotando eventuali deliberazioni o interventi specifici e allega, se necessario, documenti inerenti a programmazioni particolari o ad interventi disciplinari;
  • stende le lettere per i genitori concordate nelle riunioni e incarica la segreteria di inviarle, informando del contenuto il dirigente scolastico;
  • è punto di riferimento per i colleghi su eventuali problemi sorti nell'intervallo fra un CC e quello successivo.

B. Gestione della classe e Bisogni Educativi Speciali (BES):

  • propone ai colleghi di classe la disposizione dei banchi e la collocazione degli alunni ritenute più funzionali;
  • prendendo atto di eventuali annotazioni disciplinari sul registro di classe o di altri dati significativi, valuta l’opportunità di proporre sanzioni o interventi riparatori e convoca i genitori su delibera del Consiglio di classe;
  • concorda con il docente di sostegno e/o l’assistente educatore l’organizzazione delle ore di presenza nelle diverse discipline, gli obiettivi formativi e le strategie didattiche da proporre ai colleghi del CC;
  • promuove incontri di continuità a favore di alunni con problematiche particolari e trasmette contestualmente la documentazione ritenuta significativa dal CC;
  • è punto di riferimento per i rappresentanti di classe degli alunni.

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Art.15 Formazione delle classi e dei gruppi opzionali


1. La commissione per la formazione delle classi
Le classi vengono formate prima dell’inizio delle lezioni da un’apposita commissione di plesso nominata dal collegio dei docenti

2. I criteri
Per la formazione delle classi si adottano i seguenti criteri:

  • a) le classi devono essere equilibrate nel numero, nel rapporto maschi –femmine e nelle prestazioni relazionali, cognitive e comportamentali;
  • b) i ragazzi che ripetono una classe vengono inseriti possibilmente nello stesso corso, salvo richieste diverse e motivate. Si cercherà tuttavia di evitare la concentrazione di più ripetenti nella stessa classe;
  • c) si terrà conto di segnalazioni e informazioni anche informali fornite dai docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria;
  • d) si eviterà, se possibile, che gli insegnanti abbiano alunni con qualche legame di parentela;
  • e) in presenza di alunni con bisogni educativi speciali il dirigente prende contatto con gli specialisti che li hanno in cura, con i genitori e con il gruppo di insegnanti interessati della scuola di provenienza e di destinazione.

3. Continuità della classe
Di norma le classi rimangono immutate sino all’integrale compimento del corso. In casi eccezionali, il coordinamento di plesso, sollecitato da richieste argomentate da parte di genitori o docenti, valuterà l’opportunità di proporre al dirigente lo spostamento di un alunno in una diversa classe.

4. I gruppi opzionali
I gruppi opzionali vengono formati da un’apposita commissione o dai docenti del consiglio di classe. I gruppi saranno formati mirando alla valorizzazione delle propensioni e delle potenzialità degli alunni, compatibilmente con le risorse di orario degli insegnanti, con le disponibilità finanziarie e i vincoli organizzativi. Il gruppo opzionale può coincidere con il gruppo classe.

5. Orientamento alla scelta
Gli alunni e le famiglie verranno opportunamente informati ed interpellati riguardo all’offerta della scuola con una scheda che riporta il titolo e una breve descrizione di ciascuna attività proposta.

6. La scelta e i vincoli
Al fine di formare gruppi equilibrati e produttivi, viene data possibilità agli alunni di esprimere delle scelte secondo una gerarchia decrescente di desiderabilità, laddove richiesta e praticabile. Si cercherà di soddisfare il più possibile le scelte operate dagli studenti.

7. Risorse interne
La commissione o il gruppo docente, nel reperire il ventaglio delle opzioni, adotta come criterio quello di utilizzare le risorse interne al plesso (completamenti dell’orario di cattedra) prima di ricorrere a esperti esterni.

8. Casi particolari
Nel caso di alunni stranieri e con bisogni educativi speciali si tengono in considerazione le indicazioni dei coordinatori dei consigli di classe e degli insegnanti di sostegno.

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Art.16 Inserimento degli alunni stranieri

1. Inserimento
I minori stranieri, in base alla normativa in materia, vengono accolti e iscritti in qualsiasi momento dell’anno giungano, anche se sprovvisti di permesso di soggiorno o privi di documentazione sulla scolarità pregressa. L’assegnazione alla classe è di competenza della commissione intercultura operante nel plesso, che utilizzerà in prevalenza il criterio dell’età anagrafica. Tuttavia situazioni particolari (livelli di competenza, certificazioni ecc.) possono suggerire l’opportunità di un diverso tipo di
assegnazione. L’inserimento nella scuola verrà segnalato alla competente ASL che attiverà le opportune procedure tecnico-sanitarie (vaccinazioni ecc.) per definire il profilo sanitario dell’alunno. In presenza di più classi parallele si individua il gruppo classe più idoneo ad accogliere l’alunno migrante considerando, tra l’altro, composizione numerica, presenza di altri alunni stranieri o situazioni di particolari disabilità.

2. Individuazione dei bisogni formativi
Il primo bisogno dell’alunno che giunge in un contesto culturale completamente nuovo è quello di essere riconosciuto in quanto persona e quello di avere il tempo necessario per ambientarsi ovvero per conoscere e riuscire a padroneggiare gli spazi, i tempi e le abitudini nel nuovo contesto scolastico. La difficoltà di “collocarsi” pienamente nella nuova realtà può provocare di conseguenza stati di agitazione e malessere, incapacità a rispettare le regole sociali, disturbi comportamentali, irrequietezza o apatia e disinteresse alle proposte scolastiche. La scuola perciò si attiverà per favorire l’integrazione di questi alunni attraverso:

a) la conoscenza della situazione familiare: all’atto dell’iscrizione, il Dirigente fissa uno o più incontri fra la famiglia e gli insegnanti referenti della commissione per una prima conoscenza dell’alunno e della famiglia stessa: composizione nucleo familiare, adulto referente per la scuola, progetto migratorio e informazioni sui sistemi scolastici e aspetti generali del paese d’origine.

b) l’inserimento non immediato nella classe dell’alunno di recente immigrazione; per il primo periodo (circa 4/5 giorni) l’alunno sarà affidato agli insegnanti referenti dell’accoglienza al fine di permettere un suo inserimento morbido nel gruppo classe, che verrà adeguatamente preparato ad accoglierlo. Questa fase preliminare prevede l’utilizzo di alcuni strumenti essenziali raccolti in una specie di “kit per l’accoglienza”:

  • schede sui sistemi scolastici e linguistici relativi ai paesi d’origine dell’alunno,
  • schede di osservazione di tipo non verbale, per verificare le abilità, le attitudini, le competenze possedute,
  • parole e giochi per accogliere, utilizzate dall’insegnante per facilitare la comunicazione con l’alunno straniero e per la gestione delle prime attività,
  • il Progetto d’Istituto per i genitori.

3. Programmazione personalizzata
Una volta inserito l’alunno nella classe, dopo un primo periodo di osservazioni sistematiche per individuare bisogni, interessi e attitudini, verrà elaborata dal consiglio di classe una programmazione personalizzata che preveda, se necessari, interventi di facilitazione (semplificazione del programma, individuazione di approcci, metodi e strumenti adeguati, tempi e criteri di valutazione), tenendo conto delle risorse disponibili.

4. Percorso formativo e valutazione
La valutazione finale terrà conto della programmazione personalizzata.
La scuola può avvalersi di:

  • mediatori interculturali nella fase di prima accoglienza;
  • facilitatori linguistici per accomp agnare l’alunno nel percorso scolastico e per sostenerlo nell’acquisizione della lingua dello studio.

L’Istituto promuove iniziative di continuità tra ordini di scuole diverse.

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Art.17 Sussidi didattici e uso delle attrezzature di supporto alla didattica


1. Conservazione sussidi
Gli alunni sono tenuti a foderare e ad usare con riguardo il libretto personale ed i libri di testo concessi loro in uso. Parimenti devono avere cura dei libri ricevuti in prestito dalla biblioteca della scuola. In caso di smarrimento o di grave danneggiamento, i genitori dell’alunno responsabile del danno sono tenuti a reintegrare il libretto o i libri con copie nuove corrispondenti.

2. Uso della fotocopiatrice
Per motivi di ordine economico e formativo, il numero di fotocopie che ciascun insegnante effettua per attività didattiche deve essere limitato ed in ogni caso è tenuto sotto controllo attraverso la registrazione con dispositivo elettronico. La gestione della fotocopiatrice è affidata, preferibilmente, al personale ausiliario. Periodicamente il funzionario amministrativo procede al controllo dell’utilizzo della fotocopiatrice e segnala al Dirigente Scolastico eventuali situazioni di eccessivo uso dello strumento. Le duplicazioni fotostatiche devono essere realizzate nel rispetto delle vigenti leggi sul diritto d’autore. Lo stesso vale per la duplicazione di materiale informatizzato.

3. Regolamenti per la gestione e l’utilizzo delle attrezzature
Presso i singoli plessi vengono redatti specifici regolamenti relativi alla gestione e all’utilizzo delle biblioteche, dei laboratori e delle aule speciali. I docenti proposti dai coordinamenti di plesso e designati nella loro funzione dal collegio dei docenti curano e aggiornano, d’intesa con i colleghi di plesso, i regolamenti relativi a suddette strutture e predispongono i calendari di utilizzo da parte delle singole classi, che verranno affissi alla porta dell’aula o del laboratorio. Inoltre i responsabili, sulla base di un inventario aggiornato annualmente, segnalano alla segreteria eventuali deterioramenti o ammanchi e formulano proposte di miglioramento per il loro sviluppo.

4. Utilizzo dei computer per usi didattici e professionali
Ai docenti è consentito l’utilizzo dei computer esclusivamente per ragioni didattiche e professionali. Ai fruitori dei laboratori di informatica e dei personal computer presenti nell’istituto viene richiesta una conoscenza tale da non compromettere la funzionalità dello strumento e la conservazione dei documenti di altri docenti. Compatibilmente con le disponibilità del plesso e soprattutto in presenza di alunni con bisogni educativi speciali, il docente può avere in uso un computer portatile per la durata dell’intero anno scolastico. In questo caso la segreteria registrerà la presa in uso dell’apparecchiatura da parte del docente attraverso un modulo predisposto. Il docente diventa responsabile del notebook e alla fine delle lezioni lo restituirà segnalando eventuali malfunzionamenti.

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Art.18 Svolgimento di attività didattiche esterne agli edifici scolastici e loro finanziamento


1. Obiettivi e responsabilità
Le attività extrascolastiche organizzate dall’Istituto sono funzionali al conseguimento degli obiettivi cognitivi, culturali e didattici assunti nei curricoli verticali d’Istituto e nelle programmazioni educativo-didattiche. Sono extrascolastiche tutte le attività che si svolgono all’esterno dell’edificio scolastico, anche al di fuori dell’orario delle attività educativo-didattiche proposte dal collegio dei docenti, con o senza impegno del bilancio d’Istituto. I docenti sceglieranno itinerari che, per le loro caratteristiche, consentano di seguire gli alunni in ogni momento dell’attività con la garanzia della massima sicurezza.

2. Tipologie
I docenti possono programmare, in ordine di complessità, le seguenti attività extrascolastiche:

  • uscite didattiche e formative a piedi e all’interno dell’orario scolastico;
  • visite guidate con mezzi a noleggio o di linea in orario scolastico e anche al di fuori delle valli di Fiemme e Fassa;
  • giornate ecologiche anche oltre l’orario scolastico;
  • viaggi di istruzione nell’arco di uno o più giorni e fino ad un massimo di tre pernottamenti;
  • settimane formative;
  • viaggi connessi all’effettuazione di attività sportive;
  • soggiorni di studio all’estero (nel periodo di sospensione delle lezioni);
  • gemellaggi con scuole italiane e straniere.

In ogni anno scolastico sono consentiti massimo tre viaggi d’istruzione per classe, di cui uno solo con pernottamenti.

3. Programmazione e autorizzazioni

  • a) Tutte la attività scolastiche sono di norma programmate all’inizio dell’anno scolastico ed inserite espressamente nelle programmazioni educativo-didattiche. Sono poi presentate ai genitori nel corso delle Assemblee in programma nel mese di ottobre per l’elezione dei rappresentanti dei genitori in seno ai Consigli di classe e successivamente discusse all’interno degli stessi organi collegiali.
  • b) Per tutte le attività extrascolastiche, ad eccezione delle escursioni brevi (uscite didattiche e formative) e delle giornate ecologiche, entro la fine del mese di novembre i docenti formalizzano la relativa proposta compilando l’apposito modulo di richiesta (modello A).
  • c) Tutte le richieste sono inserite in un piano complessivo da sottoporre al parere vincolante, dal punto di vista culturale – pedagogico – didattico, del Collegio docenti.
  • d) La richiesta di autorizzazione per ogni attività extrascolastica che comporti l’uso di mezzo a noleggio o di linea, l’utilizzo di orario extrascolastico e/o impegno del bilancio di istituto deve essere presentata dal docente organizzatore al Dirigente scolastico tramite apposito modulo (modello B), prima della data di effettuazione e non oltre il 31 gennaio.
  • e) Eventuali variazioni al programma dettagliato dell’iniziativa già presentato nel modello B, per sopravvenute esigenze, dovranno essere tempestivamente comunicate dal docente responsabile dell’iniziativa al Dirigente per la necessaria ulteriore autorizzazione.

4. Valutazione del dirigente
Il dirigente scolastico esamina le richieste di autorizzazione dal punto di vista amministrativo valutandone la compatibilità con la normativa vigente, quindi procede alla scelta delle ditte trasportatrici, previa indagine di mercato, e all’acquisizione della documentazione prevista dalla normativa vigente. Nella scelta dei vettori si terranno in considerazione non solo gli aspetti economici e finanziari ma anche garanzie di serietà e sicurezza delle ditte interpellate, anche facendo riferimento alle esperienze degli anni precedenti.

5. Attività impreviste
Nel corso dell’anno scolastico il Dirigente può autorizzare attività extrascolastiche in relazione ad avvenimenti culturali e manifestazioni non previsti nella fase iniziale dell’anno scolastico, ma di particolare rilevanza e meritevoli di essere inseriti nelle programmazioni educativo-didattiche.

6. Escursioni brevi
Tutte le iniziative che si svolgono in orario scolastico e senza uso di mezzi di trasporto si intendono autorizzate previa loro legittimazione nella programmazione educativo-didattica degli insegnanti interessati che ne sono in ogni caso responsabili a tutti gli effetti. Per ogni singola escursione gli stessi docenti sono comunque tenuti a comunicare per tempo e per iscritto alla segreteria destinazione e durata dell’iniziativa. Al fine di semplificare la procedura organizzativa andrà richiesta ai genitori, all’inizio di ogni anno scolastico, una dichiarazione di consenso valida per tutte le uscite che si effettueranno in corso d’anno, naturalmente sempre all’interno dell’orario scolastico e senza mezzo di trasporto.

7. Finanziamenti
I vari plessi adotteranno forme comuni di finanziamento delle attività extrascolastiche. E’ responsabilità dei docenti organizzare attività extrascolastiche contenute dal punto di vista dei costi per le famiglie.

  • a) Le quote degli alunni per la partecipazione alle attività devono essere versate prima dell’effettuazione di ogni iniziativa direttamente sul conto corrente bancario dell’Istituto con le modalità concordate.
  • b) In caso di sopravvenuta impossibilità a partecipare al viaggio, causa gravi motivi adeguatamente documentati, la quota versata verrà rimborsata per quanto possibile.
  • c) In casi particolari, su segnalazione riservata dei docenti di classe al dirigente scolastico, può essere consentita la partecipazione alle attività extrascolastiche di alunni bisognosi con contributo a carico del bilancio.
  • d) Compatibilmente con le risorse iscritte nel bilancio di previsione le spese per specifiche iniziative possono essere assunte e prese in carico direttamente dall’Istituto. Prioritariamente saranno finanziate in parte o totalmente le uscite legate ai curricoli e quelle che si svolgeranno in ambito comprensoriale.

8. Riconoscimento economico dei docenti accompagnatori

  • a) I docenti accompagnatori sono, prioritariamente, quelli operanti nelle classi, di norma nella misura di uno ogni 15 alunni e due qualora la classe fosse una sola.
  • b) In caso di gruppi in cui sono inseriti alunni certificati deve essere assicurata la presenza del docente di sostegno o di altro operatore. In caso di più alunni certificati il dirigente valuta, sentiti i docenti interessati, la necessità di prevedere ulteriori insegnanti accompagnatori.
    c) Per particolari motivi educativi e didattici valutati dal dirigente scolastico possono partecipare anche genitori degli alunni, previa dichiarazione liberatoria scritta nei confronti della scuola per quanto riguarda la responsabilità civile verso terzi e l’assicurazione contro infortuni.
  • d) Ai docenti accompagnatori in viaggi d’istruzione, settimana for mativa e soggiorni all’estero spetta l’indennità forfettaria qualora prevista dalle norme contrattuali e secondo i parametri fissati.
  • e) Nel caso in cui tutte le attività programmate non abbiano la necessaria copertura finanziaria, le eventuali esclusioni verranno attuate in base a criteri di priorità proposte dallo staff e approvate dal collegio dei docenti.
  • f) La partecipazione dei docenti alle uscite formative, visite guidate, giornate ecologiche e a manifestazioni in ambito locale non comporta l’accesso al fondo d’Istituto.
  •  

9. Partecipazione degli alunni

  • a) Per le attività extrascolastiche che superino il normale orario scolastico e/o che richiedano uso di mezzi di trasporto deve essere acquisita agli atti l’autorizzazione da parte delle famiglie.
  • b) La partecipazione alle uscite formative, visite guidate, escursioni e giornate ecologiche assume, di norma, carattere obbligatorio per tutti gli alunni della classe.
  • c) Gli alunni non partecipanti per giustificati motivi sono tenuti a frequentare le lezioni e sono inseriti di norma in classi contigue o parallele.
  • d) Per l’effettuazione dei viaggi di istruzione, della settimana formativa e dei soggiorni all’estero si richiede la partecipazione di almeno i 2/3 degli alunni della classe interessata.
  • e) Tutti gli alunni che partecipano ai viaggi d’istruzione e alle settimane formative devono essere muniti di documento di identità personale, rilasciato dalla scuola, portato in maniera visibile.
  • f) Per eventuali viaggi all’estero gli alunni devono essere in possesso del regolare documento valido per l’espatrio previsto dalla normativa vigente e da richiedere presso il comune di residenza.
  • g) Ogni alunno deve essere inoltre dotato della tessera sanitaria che garantisce l’assistenza sanitaria all’estero.
  •  

10. Periodo di effettuazione

  • a) Di norma, per ragioni di sicurezza, devono essere evitati i giorni di presunto intenso traffico, in particolare quelli del fine settimana e prefestivi.
  • b) E’ fatto divieto di intraprendere qualsiasi viaggio nelle ore notturne.
  • c) Le attività extrascolastiche possono essere effettuate durante l’intero anno scolastico ad eccezione degli ultimi quindici giorni di lezione. La deroga è possibile esclusivamente per attività collegate con l’educazione ambientale o per quelle a carattere sportivo.

 

11. Responsabilità civile


L’incarico degli accompagnatori nelle attività extrascolastiche comporta l’obbligo di attenta e assidua vigilanza, con l’assunzione di responsbilità di cui all’art. 2047 del Codice Civile, integrato dall’art. 61 della Legge 312/80, che limita la responsabilità patrimoniale del personale della scuola per danni arrecati all’Amministrazione, in connessione a comportamenti degli alunni, ai soli casi di dolo e colpa grave. Nell’eventualità di causa civile per incidenti, i docenti devono dimostrare la piena funzionalità dell’iniziativa rispetto alla programmazione educativo-didattica nonché l’osservanza della normativa in vigore; mentre l’Istituto deve dimostrare l’acquisizione della documentazione relativa a delibere e verbali degli organi collegiali competenti.

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Art. 19 Sciopero del personale scolastico e assemblee sindacali


1. Comunicazioni di adesione
Il “diritto di sciopero”, regolato da apposite leggi e sancito dalla Costituzione, porta con sé inevitabili disservizi per l’utenza. A tali disservizi l’Istituto può far fronte solo con provvedimenti che non ledano tale diritto: non si possono sostituire i docenti assenti per sciopero e i docenti si possono avvalere in base alla legge n° 146/1990 della facoltà di non dichi arare la propria adesione allo sciopero. Per queste ragioni, in caso di sciopero:

  • le famiglie verranno informate per tempo qualora non sia garantito il regolare svolgimento dell’attività didattica. L’avviso riportante le modalità previste per lo svolgimento delle attività didattiche dovrà essere sottofirmato dai genitori e restituito alla scuola entro i tempi comunicati;
  • alla prima ora, fatto salvo per gli alunni trasportati, gli alunni entreranno nell’edificio scolastico solo ed esclusivamente in presenza del docente in orario. In sua assenza gli alunni non potranno entrare nell’edificio fino all’inizio delle ore successive nelle quali saranno presenti i rispettivi docenti;
  • durante le ore successive alla prima, se un docente dovesse risultare assente per sciopero, gli alunni rimarranno in classe sorvegliati dai collaboratori, ma non verrà attivata nessuna attività didattica.
  • gli insegnanti si atterranno alle disposizioni indicate all' art. 3 allegato B del CCPL. I dipendenti sono invitati a comunicare l'adesione allo sciopero. La comunicazione è volontaria e la dichiarazione di adesione non è revocabile.

2. Servizi minimi essenziali
Devono essere garantiti: lo svolgimento di esami e scrutini e la vigilanza sui minori durante il servizio di mensa. Sulla base delle dichiarazioni volontarie di adesione, il dirigente scolastico valuta il livello di erogazione dei servizi e la possibilità di sospendere l'attività didattica, comunicando in merito alle famiglie, per il tramite degli alunni, cinque giorni prima dello sciopero. Nel caso in cui, per sciopero dei docenti, l’alunno non sia venuto a scuola o non sia potuto entrare, si chiede che i genitori, oltre ad aver firmato l’avviso riguardante lo sciopero, dichiarino sul diario che sono a conoscenza che il proprio figlio non ha potuto frequentare le lezioni.

3. Assemblee sindacali
In caso di assemblee sindacali in orario di lezione, gli insegnanti sono tenuti a curare la consegna, tramite gli alunni, di apposito avviso scritto per le famiglie, redatto dal dirigente scolastico, con l’indicazione dell’ora di inizio e di termine dell’assemblea ed il livello di servizio garantito, nonché a controllare la presa visione da parte della famiglia.

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CAPO 3: FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANISMI ATTIVATI DALL’ISTITUZIONE

Art.20 Funzionamento della consulta dei genitori

1. Istituzione della consulta
L’articolo 16 dello statuto dell’Istituzione assegna alla consulta dei genitori “la funzione di promuovere, favorire e realizzare la partecipazione attiva e responsabile dei genitori alla vita dell’istituzione”. Lo stesso articolo disciplina gli aspetti generali riguardanti le funzioni, la composizione, l’istituzione e la disponibilità di locali e risorse da parte della consulta.

2. Composizione
La consulta dei genitori, in base all’art. 16.2 dello statuto, è composta da:

a) i rappresentanti dei genitori di ciascun consiglio di classe;

b) i rappresentanti dei genitori nel consiglio dell’istituzione;

c) i rappresentanti delle associazioni dei genitori riconosciute ai sensi dell’articolo 28, che ne facciano richiesta, in numero di 1 per ciascuna associazione.

3. Funzionamento
La consulta dei genitori funziona di regola in forma plenaria. Qualora se ne ravvisi l’opportunità per ragioni funzionali, la consulta si può articolare in incontri di plesso o interplessi (stesso livello di scolarità, per differenti livelli di scolarità, su base territoriale), dove possono essere avanzate proposte che dovranno però essere approvate dalla consulta in seduta plenaria.

4. Durata del mandato e decadenza dall’incarico
Il mandato dei membri ha durata annuale, fatta salva la perdita del requisito di componente di diritto. Un membro decade con tutte le facoltà ed i diritti di rappresentanza nella consulta nel caso in cui risultasse assente per tre volte consecutive alle riunioni senza avere informato il presidente. Per garantire la trasparenza ed il giusto riconoscimento dell’impegno dei singoli membri è prevista la firma di presenza alle riunioni.

5. Il presidente e il vicepresidente
Il presidente, eletto annualmente dalla consulta dei genitori in riunione plenaria, nominerà un vicepresidente tra i genitori rappresentanti nei consigli di classe che siano disponibili a svolgere tale incarico. L’incarico di presidente è rinnovabile.

6. Referenti consulte di plesso o interplessi
Nel caso in cui la consulta decida di articolarsi in incontri di plesso o di interplesso, nella prima seduta verranno contestualmente eletti i relativi referenti, che resteranno in carica per l’intero anno e che avranno il compito di coordinare gli incontri decentrati e di riferire al presidente le eventuali proposte emerse.

7. Compiti del presidente
Il presidente in particolare:

  • tiene i contatti col Dirigente;
  • convoca la consulta dei genitori plenaria;
  • presiede le riunioni della consulta dei genitori e ne favorisce il regolare svolgimento dei lavori nel rispetto delle competenze previste dall’art. 16 dello Statuto;
  • verificatane la disponibilità, designa il segretario/verbalista delle riunioni;
  • mantiene i contatti con gli eventuali referenti di plesso o interplesso, con i presidenti delle consulte dei genitori di altri istituti, garantendo la circolazione delle informazioni tra i vari plessi dell'Istituto;
  • può riunire i referenti delle consulte di plesso o interplessi.

Nell’esercizio delle sue funzioni, il presidente può avvalersi dei servizi di segreteria dell’Istituto, previa concessione da parte del dirigente dell’istituzione.

8. Convocazioni
Le convocazioni della consulta dei genitori devono essere fatte sulla base di un ordine del giorno ed essere rese note con lettera di convocazione ai destinatari. Ogni convocazione, col relativo ordine del giorno, sarà affissa all’albo e segnalata sul sito web dell’Istituto. La consulta dei genitori, in riunione plenaria, deve essere convocata almeno due volte in corso d’anno scolastico. Le riunioni successive alla prima sono convocate dal presidente o da almeno la metà dei membri. La convocazione deve avvenire entro un mese dalla data della richiesta. La consulta di plesso o interplessi è convocata ogni qualvolta il referente, sentito il presidente,lo ritenga utile oppure su richiesta di almeno la metà dei suoi membri. Nel caso il referente sia impossibilitato a presenziare alla riunione, sarà sua cura individuare un suo sostituto.

9. Pubblicità, verbalizzazione e relazione del presidente
Il verbale di ogni riunione della consulta dei genitori, sottoscritto dal presidente, viene pubblicato nel sito web dell’Istituto nella sezione dedicata alla consulta dei genitori ed esposto all’albo dell’Istituto. Il presidente, a conclusione di ogni anno scolastico, relaziona per iscritto al dirigente sui risultati dell’attività complessivamente svolta dalla consulta.

10. Risorse
Annualmente il dirigente stabilisce il budget da destinare alla consulta per l’organizzazione delle iniziative di formazione rivolte ai genitori. Il presidente ne cura la realizzazione avvalendosi del supporto della segreteria.

11. Modifiche del presente articolo
La consulta dei genitori, verificato il consenso della maggioranza degli aventi diritto, può proporre modifiche del presente articolo al consiglio dell’istituzione.

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Art. 21 Funzionamento del comitato degli studenti (art. 17 dello statuto)


1. Il comitato degli studenti (CdS), viene formato e convocato secondo quanto previsto dall’art. 17 dello statuto.

2. I due plessi di Predazzo e Tesero della scuola secondaria avranno propri comitati indipendenti.

3. Gli incontri del CdS avvengono in orario scolastico, di norma nella fascia terminale del mattino o del pomeriggio. Ogni incontro non potrà durare più di due ore (tempi da 40’ a 50’ nei quali si articola l’orario interno).

4. Ad ogni incontro del comitato parteciperà, come osservatore e garante dell’incolumità degli alunni, un docente designato dal coordinamento di plesso. Se sollecitato dagli studenti, il docente potrà esprimere proprie opinioni.

5. Se non convocato direttamente dal dirigente, il comitato può farne richiesta al dirigente solo se la maggioranza dei suoi membri la ritiene opportuna. In ogni caso, le riunioni del comitato non potranno essere più di una al mese, dall’inizio delle lezioni fino al mese di maggio, e di norma non più di quattro in un anno.

6. Il coordinatore, o in sua assenza il vice,

  • tiene i contatti col Dirigente o col docente delegato dal coordinamento di plesso;
  • dà la parola a chi ne fa domanda e stimola l’intervento di tutti i membri;
  • garantisce il rispetto e la valorizzazione delle opinioni di chi è in minoranza;
  • designa un verbalizzatore e, in assenza di una disponibilità esplicita, garantirà una rotazione dell’incarico;
  • si fa portavoce delle proposte emerse nel comitato e delle eventuali richieste di convocazione dello stesso.

7. Il CdS, verificato il consenso della maggioranza degli aventi diritto, può proporre modifiche del presente articolo al consiglio dell’istituzione.

8. Il verbale di ogni riunione del CdS, sottoscritto dal coordinatore, viene pubblicato nel sito web dell’Istituto nella sezione dedicata al CdS ed esposto all’albo dell’Istituto.

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Art.22 Funzionamento del nucleo interno di valutazione


1. Composizione, nomina e durata
Si fa riferimento a quanto stabilito dall’art. 13 dello statuto.

2. Funzioni
Ai sensi dell’art. 14, comma 1, dello statuto, il nucleo “ ha il compito di valutare il aggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto d’Istituto sulla base degli indirizzi generali individuati dal consiglio dell’istituzione, con particolare riferimento ai processi e ai risultati che attengono all’ambito educativo e formativo, al fine di progettare le azioni di miglioramento della qualità del servizio”. A tal fine, il nucleo terrà conto delle priorità individuate nel progetto d’istituto. Per la realizzazione dei propri compiti il nucleo si avvale:

  • a. degli indicatori forniti dal comitato provinciale di valutazione, che consentono un raffronto a livello provinciale rispetto a contesto, risorse, processi e risultati dell’istituzione scolastica;
  • b. di propri indicatori adeguati al fine di monitorare e valutare gli aspetti specifici del progetto d’istituto.
  • c. In particolare il nucleo opera un sistema di valutazione interna in riferimento:
    • - al giudizio espresso dalla componente genitori, alunni, docenti, mediante la somministrazione di opportuni strumenti d’indagine;
    • - ai risultati ottenuti dagli alunni attraverso prove standardizzate (indagini nazionali, risultati degli esami di stato, ecc.), a certificazioni esterne, a prove comuni adottate dai dipartimenti nelle diverse aree di apprendimento, nonché ai risultati dell’osservazione didattico-educativa mediante check-list o altre modalità di verifica delle competenze acquisite;
    • - agli esiti dopo il primo anno di scuola superiore;
    • - alla partecipazione al progetto di valutazione esterna.
  • d. Il nucleo esprime giudizi motivati e formula pareri agli organi dell’istituzione sugli obiettivi previsti dal progetto d’istituto, con particolare riferimento all’ambito educativo e formativo.
  • e. Alla fine di ciascun anno scolastico il nucleo elabora una relazione analitica illustrativa dei dati raccolti e della loro interpretazione al fine di individuare i punti di forza e di debolezza dell’istituzione scolastica. Tale rapporto sarà utilizzato dai vari organi, in relazione alle rispettive competenze, per valutare l’efficacia delle scelte organizzative ed educative dell’istituzione e per aggiornare il progetto d’istituto. Il nucleo inoltre propone al dirigente e al collegio dei docenti eventuali indicazioni relative a obiettivi di miglioramento, ferma restando la facoltà del dirigente e del collegio dei docenti di formulare proprie osservazioni rispetto a tali obiettivi. La relazione inoltre è inviata al comitato provinciale di valutazione e al dipartimento provinciale competente in materia di istruzione.

 

3. Modalità di funzionamento
Il nucleo opera in condizioni di autonomia e risponde del suo operato direttamente al dirigente in quanto responsabile dell’efficienza e dell’efficacia dell’attività scolastica e dei risultati conseguiti. Il nucleo viene convocato in prima seduta dal dirigente scolastico – entro il mese di ottobre di ciascun anno scolastico – per insediarsi verificando l’eventuale necessità di surroga di uno o più membri o di rinnovare l’organo alla sua scadenza. Il nucleo:

  • a. Definisce il calendario, le priorità di intervento e le modalità di lavoro per l’anno scolastico.
  • b. Predispone specifici strumenti interni d’indagine, tenendo conto degli indicatori forniti dal Comitato di valutazione provinciale, delle valutazioni espresse dal collegio dei docenti, di altri organismi dell’istituzione e delle eventuali indicazioni del dirigente rispetto agli obiettivi di miglioramento.
  • c. Provvede alla raccolta, tabulazione e diffusione dei dati.
  • d. Al termine di ciascun anno scolastico, provvede all’inserimento dei dati di sistema sul portale del comitato provinciale di valutazione.
  • e. Provvede, entro il mese di ottobre, a stendere la relazione annuale relativa all’anno scolastico precedente.
  • f. Partecipa agli incontri con gli altri nuclei della valle di Fiemme e Fassa (eventualmente promuovendoli).
  • g. Sulla base del quadro approfondito della situazione organizzativa e didattica all’interno dell’istituzione, può proporre attività di formazione, di ricerca e di aggiornamento.

 

4. Risorse
Per lo svolgimento delle proprie attività, il nucleo si avvale dell’ufficio di segreteria, compatibilmente con le esigenze di funzionamento organizzativo dell’istituzione scolastica. Può avvalersi, d’intesa con il dirigente scolastico, della collaborazione di esperti esterni. Per le sue attività, il nucleo si avvale di una dotazione finanziaria assegnata annualmente dall’istituto e di eventuali assegnazioni specifiche della Provincia Autonoma di Trento.

5. Coordinamento del nucleo
La funzione di coordinamento del nucleo interno di valutazione è affidata a un docente individuato dal nucleo tra i suoi componenti. In caso di impedimento il coordinatore può nominare un proprio delegato che assume gli stessi compiti. Il coordinatore rappresenta il nucleo nei rapporti con altri organi dell’istituzione. Convoca e presiede le riunioni del nucleo ed è responsabile dell’utilizzo dei fondi assegnati per il funzionamento del nucleo stesso.

6. Accesso alle informazioni
Il nucleo dispone di piena autonomia operativa nel rispetto delle indicazioni del comitato provinciale di valutazione, delle priorità definite nel progetto d’istituto e delle linee guida per la valutazione fornite dal dirigente scolastico. A tal fine l’istituto garantisce il necessario supporto amministrativo e logistico, il diritto di accesso ai dati e alla conoscenza tempestiva di tutte le informazioni necessarie, nonché la pubblicità e la diffusione degli atti, nel rispetto della normativa a tutela della riservatezza. Il nucleo può convocare per audizione i responsabili delle diverse componenti dell’istituto i quali sono tenuti a fornire le informazioni richieste.

7. Convocazione e svolgimento delle sedute

  • a. Il nucleo è convocato e presieduto dal coordinatore, d’intesa con il dirigente scolastico; si riunisce almeno una volta ogni tre mesi. L’invio della convocazione ai singoli componenti, anche per via telematica, deve contenere l’ordine del giorno e deve realizzarsi almeno sette giorni prima della seduta. Il coordinatore può, per motivi di urgenza, convocare il nucleo con preavviso inferiore.
  • b. Per la validità della riunione è richiesta la presenza della maggioranza assoluta dei componenti.
  • c. Per la discussione di particolari argomenti, il coordinatore può invitare alle riunioni soggetti esterni alla composizione statutaria del nucleo.
  • d. Alle riunioni del nucleo possono partecipare il dirigente scolastico e il presidente del consiglio dell’istituzione, con diritto di parola ma non di voto.
  • e. Le deliberazioni sono validamente adottate a maggioranza assoluta dei presenti; in caso di parità prevale il voto del coordinatore.
  • f. In caso di assenza del coordinatore, la seduta è presieduta da un componente del nucleo designato dal coordinatore. In mancanza di designazione, presiede la seduta il componente più anziano.
  • g. Le attività del nucleo possono articolarsi anche per sottogruppi di lavoro, per attività non deliberative quali la predisposizione di materiali preparatori o altre attività di tipo operativo.

8. Pubblicità e verbalizzazione

  • a. Di ogni seduta del nucleo deve essere redatto apposito verbale. Il verbale può essere approvato nella seduta successiva, ovvero seduta stante anche per singoli punti. Il verbale è sottoscritto dal coordinatore e dal segretario verbalizzante.
  • b. Il nucleo garantisce la trasparenza del suo operato assicurando la più ampia pubblicità dei suoi atti, anche mediante strumenti multimediali, ferma restando la diretta competenza del dirigente scolastico relativamente alle comunicazioni con l’esterno.
  • c. I componenti del nucleo di valutazione sono tenuti al rispetto del segreto d’ufficio.
  • d. Lo strumento principale ci comunicazione del nucleo è costituito dalla relazione annuale. Estratti della relazione pertinenti sono comunicati alle strutture interne che siano stati oggetto di specifica considerazione.

9. Modifiche del presente articolo
Proposte di modifica al presente articolo sono formulate e approvate dal consiglio dell’istituzione, ai sensi della normativa vigente, sentito il parere del nucleo interno di valutazione.

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Art.23 Funzionamento del consiglio di classe (art.11 e 12 dello statuto)

1. Il consiglio di classe (CC) viene convocato secondo il piano delle attività approvatoall’inizio dell’anno scolastico. In casi di emergenza, il dirigente lo convoca di propria iniziativa o su richiesta scritta e motivata della maggioranza dei suoi componenti, escluso dal computo il presidente.

2. In assenza del dirigente, il CC viene gestito dal coordinatore in base alle competenze che sono previste nell’art. 8 del presente regolamento.

3. La convocazione del CC avviene sulla base di un ordine del giorno proposto dal coordinatore. La convocazione può riguardare la singola classe o classi diverse, per lo più in parallelo (stessa fascia d’età). In questo secondo caso l’ordine del giorno dovrà essere concordato con tra i coordinatori delle classi coinvolte.

4. L’ordine del giorno viene messo in visione dei colleghi con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data programmata. Ai rappresentanti dei genitori, o ai genitori di tutti gli alunni nel caso si preveda un CC allargato all’intera assemblea dei genitori, viene inviata comunicazione scritta tramite gli alunni.

5. Ad ogni seduta del CC il coordinatore verifica la presenza o l’assenza giustificata dei membri del consiglio. Le assenze ingiustificate verranno messe a verbale e segnalate al dirigente.

6. Chi presiede il CC ne garantisce lo svolgimento nei tempi previsti.

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CAPO 4: RAPPORTI SCUOLA-FAMIGLIA

Art.24 Rapporti individuali con i docenti


1. Alleanza educativa
I rapporti tra genitori e docenti deve essere improntata all’efficacia dell’azione educativa congiunta e al rispetto delle persone e delle reciproche competenze.

2. Il libretto personale
Per un’efficace e rapida comunicazione tra scuola e famiglia è in uso il libretto personale che deve essere firmato dai genitori o da chi esercita la patria potestà. Il libretto va custodito con cura e controllato periodicamente.

3. Ricevimento dei genitori
L’Istituto propone un calendario annuale nel quale sono indicati eventuali periodi destinati ai colloqui individuali su appuntamento. Nell’ottica di un rapporto più trasparente e fattivo fra scuola e famiglia, oltre alle ore di ricevimento previste, docenti e genitori potranno concordare, qualora ne ravvisino la necessità, incontri anche in orari diversi. (ex punto 7 Capo 2)

4. Udienze generali
Nell’arco dell’anno sono fissate le udienze generali coi genitori. Di norma esse sono destinate soprattutto a coloro che sono impossibilitati a partecipare ai colloqui individuali del mattino.

5. Consegna schede
Al termine del primo e del secondo quadrimestre verranno consegnate ai genitori le schede di valutazione avendo cura di commentare i risultati quadrimestrali e finali con colloqui individuali. Sulla base delle esigenze che i docenti avranno rilevato, rimane la possibilità di far precedere la consegna delle schede da una assemblea di classe.

6. Lettera di invito
Per problematiche rilevante che riguardino gli alunni, il consiglio di classe può decidere di invitare i genitori ad un colloquio con i docenti (nella scuola secondaria con il coordinatore o con un docente designato dal consiglio di classe).

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Art.25 Elezione dei genitori rappresentanti nei consigli di classe e assemblee dei genitori

1. La componente genitori viene rappresentata dai genitori regolarmente eletti, secondo le seguenti modalità:

a) In ogni seggio deve essere nominato un presidente e due scrutatori.
b) Tutti i genitori hanno il diritto di votare e di essere votati. Chi ha più figli in una stessa classe vota una sola volta; chi ha più figli in classi diverse vota in tutte le classi.
c) In ogni classe della scuola primaria vengono eletti due rappresentanti e in ogni classe della scuola secondaria ne vengono eletti tre (Art 11 dello statuto)
d) Chi abbia delega annuale alla patria potestà, dovrà anticipatamente aver depositato in segreteria la regolare delega.
e) Si deve esprimere un voto di preferenza indicando nome e cognome del candidato che si intende votare e apporre la propria firma sull’elenco degli elettori.
f) Il nominativo non indicato correttamente e/o altro segno riportato sulla scheda annulla il voto.
g) Le schede lasciate in bianco non verranno considerate ai fini dell’elezione.
h) Il seggio resta aperto 2 ore.
i) Lo scrutinio dei voti inizierà al termine delle votazioni
l) A conclusione il presidente e i due scrutatori compileranno il regolare verbale.
m) In ogni classe si dovrà predisporre il materiale necessario secondo quanto previsto dall’O.M. 215/91 .

2. Assemblee dei genitori
I rappresentanti dei genitori, in accordo con la componenente dei docenti, può allargare la partecipazione ai consigli di classe, previsti con i rappresentanti, a tutti i genitori degli alunni della classe. Quando vengono affrontate tematiche che non riguardano direttamente la classe, ma un’intera fascia d’età, le assemblee di classi diverse possono essere convocate insieme.

3. Assemblee di soli genitori
Alla componente genitori è data facoltà di riunirsi all’interno della scuola, al di fuori dell’orario scolastico, previa autorizzazione del Dirigente Scolastico, rilasciata al richiedente il quale si assume la responsabilità del corretto uso del locale.L’autorizzazione verrà rilasciata su presentazione di domanda che dovrà contenere l’indicazione dello scopo e dell’ordine del giorno della riunione.

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CAPO 5: NORME TRANSITORIE E FINALI


Art.26 Disposizioni vigenti e le loro integrazioni o modificazioni


Per quanto non contemplato nel presente Regolamento si applicano le disposizioni vigenti e le loro integrazioni o modificazioni, nonché le disposizioni generali in materia, in quanto applicabili. Il presente Regolamento è approvato con deliberazione n° XXX nella seduta del Consiglio dell’istituzione del XXX e annulla e sostituisce i precedenti.

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